Nel paese della longevità: Parco dei Monti Aurunci

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„Il paese della longevità. Miasteczko długowieczności. Campodimele. To właśnie tu, u podnóży gór Aurunci, w samym sercu Włoch średnia długość życia wynosi dziewięćdziesiąt pięć lat. Tracy Lawson trafiła na informacje o tym miejscu, szukając materiałów o naturalnych sposobach zachowania długowieczności. Postanowiła sama sprawdzić, cóż niezwykłego kryje się w tamtejszym trybie życia, klimacie i diecie, że miejscowi zachowują sprawność, witalność i radość do późnego wieku.(…)”.

fragment opisu książki Tracy Lawson „W miasteczku długowieczności – Rok przy włoskim stole”

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No so se vi sia mai capitato di tenere tra le mani il libro di Tracy Lawson, se abbiate mai provato di usare in cucina solo dei prodotti tipici per una determinata stagione, se vi siate impegnati a preparare le conserve e se abbiate approfondito i segreti della dieta mediterranea? Io si e dopo aver letto „A Year in the Village of Eternity”, dopo aver provato alcune ricette degli abitanti di Campodimele ho iniziato a desiderare di conoscere quella zona. Mi è stato possibile recarsi lì solo nell’ agosto dell’anno scorso e quindi, nel sesto mese della gravidanza finalmente ho visto da vicino i monti Aurunci. Non sono matta. Date le mie condizioni, questa escursione l’abbiamo fatta in macchina e ci è bastato per goderci il panorama di un paessaggio bruciato dal sole, la veduta del mare oscurata dall’afa, i borghi medioevali ubicati sui versanti e le pietre bianche. Siamo perfino riusciti a incontrare i pastori che camminavano insieme al gregge e ai cani che lo seguivano. A mezzogiorno abbiamo mangiato 2 panini, ammirando il panorama, invece in serata abbiamo gustato una cena preparata con dei prodotti locali.

I Monti Aurunci distatno pochi chilometri dal Mar Tirreno e le sue vette superano i 1500 m s.l.m. Sulla parte meridionale si vedono le pendici brulle e spoglie. Il paeseggio del versante opposto sorprende. La particolare posizione geografica di questa catena influenzò la grande varietà della flora. Vi sono delle faggete, leccete, sugherete e macchia mediterranea. Dappertutto crescono i fiori: tra le orchidee si diferenziano una cinquantina di varietà. Le vie scoscese, solchi, tornanti e rupi ci guidano attraverso i sentieri selvaggi, non di rado senza alberi e che si estendono tra le roccie, grotte e doline. Facilmente si possono incrociare i resti delle città medioevali, antichi monasteri e piccoli rifugi. L’intera zona è famosa per le tradizioni interessanti. Ogni paese si distingue per un dialetto diverso. La musica popolare svolge un ruolo importante: da lì il perchè di un enorme numero di strumenti insoliti. La danza tipica si chiama ” la ballarella ” ed è una versione locale della più famosa tarantella. Tutt’ora è molto vivo l’eco dell’antica mitologia nella quale si diferenzia la figura del Brigante di nome Fra’ Diavolo di Itri e le donne dedite a forme di stregoneria. Particolari sono anche le pratiche religiose che si legano fortemente alla ognipresente trasumanza. Le immagini sacre e le devozionalità da sempre atraversano le montagne insieme ai pastori. Nella zona è stato stabilito il Parco Naturale di Monti Aurunci che si estende sulla superfice di ca. 20 000 ettari. La sua sede si trova a Campodimele. In questo posto unico si coltivano le olive, i peperoni di Pontecorvo, si produce il miele, il vino e il formaggio di capra di nome Marzolino o Marzolina  e si alleva il bestiame per il vitello e per le salsiccie di suino.

Ai sentieri dei monti Aurunci sembrano arrivare i cosidetti turisti consapevoli: quelli che sanno bene cosa vogliono e quelli che cercano posti belli e insoliti. In alcuni parcheggi del parco ho visto le macchine targate Gran Bretagna, Olanda, Norvegia e persino Polonia. Non dimenticate di inserire nella lista dei posti da vedere in Italia il Parco Naturale di Monti Aurunci.

Ania

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