Galleria Campari

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Milano è la capitale dell’aperitivo e l’aperitivo simbolo di Milano è senza alcun dubbio Campari. La sua storia si lega per eccelenza alla città menenghina. Lo conferma non solo il mitico bar Camparino in Galleria Vittorio Emanuele ma anche la storica fabbrica Campari di Sesto San Giovanni che nell’anno 2010 è stata trasformata nella sede di uffici ma anche in un museo.

Camparino

Camparino

Non è difficile raggiungere Sesto San Giovanni. Basta salire sulla linea rossa della metropolitana e scendere al capolinea che si trova nella zona suburbana, occore quindi munirsi dell’appropriato biglietto. Una volta usciti dalla metrò, attraversate la strada e dirigetevi verso nord. Galleria Campari si trova a pochi passi da lì, in Viale Antonio Gramsci 161. Mentre camminate, non fatevi sfuggire le belle villette, tutte in stile liberty. Come già accennato, fu proprio in quell’epoca che la Lombardia con Milano in primis diventarono il centro della finanza italiana. Sesto San Giovanni per secoli era una campagna e solo a cavallo tra l’Otto e il Novecento divenne la sede storica delle fabbriche milanesi. Oggi la cittadina ha fatto richiesta per essere inserita nella lista dei patrimoni UNESCO.

Galleria Campari

COME E QUANDO NAQUE IL CAMPARI?

Correva l’anno 1860 quando Gaspare Campari inventò una bevanda che fù un’infusione di erbe aromatiche, spezie e frutta nella miscela di alcol e acqua. La ricetta è stata mantenuta segreta fino a oggi: la conoscono pochissime persone, strettamente legate alla produzione. Il bitter si diffuse velocemente, perciò nell’anno 1904 si decise di costruire a Sesto San Giovanni la prima fabbrica. Undici anni dopo, nel 1915 aprì il bar Camparino che diventò uno dei simboli assocciati a Milano. Vennero inventati i cocktails Americano e Negroni, fu l’inizio di una nuova era. Contemporanamente molti grandi artisti iniziarono a collaborare con Campari. Nel periodo interbellico apparsero sulle vie di Milano i primi distributori automatici di Campari soda. Durante la grande crescita economica dell’Italia e quindi negli anni ’80 del secolo scorso “fare l’aperitivo con il Campari” era come l’affermare il proprio status e diventò uno stile di vita per intera generazione. Nel 1985 Federico Fellini girò uno spot per Campari. Ogni anno esce un’esclusivo e limitato Callendario Campari, periodicamente vengono lanciate sul mercato le bottiglie per i collezzionisti.

Galleria Campari

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LA STORICA FABBRICA E L’ODIERNO MUSEO

La fabbrica di Campari fu progettata in stile liberty, tipico per l’inizio del Novecento. Sul retro vi era un bel parco e una casa di villeggiatura, appartenente alla famiglia Campari. Lo stabilimento odierno è decisamente più ampio e fu pensato di modo tale per essere in armonia con la parte storica. Bisogna dire che il lavoro è ben riuscito. Tutto’ora esiste il parco, invece all’interno della villa hanno sede un ristorante e l’accademia dove barman imparano i trucchi legati al Campari. Fanno parte del complesso anche tre palazzi che con le sue forme richiamano dei macchinari.

Nella storica fabbrica, oltre agli uffici e un’ampio spazio, nel 2010 è stato aperto un museo. Gli è stato dato il nome di Galleria Campari ed è un luogo che ogni fan del Campari dovrebbe visitare.

Galleria Campari
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LA COLLEZIONE

Fanno parte della collezione gli originari manifesti pubblicitari e disegni, non di raro opere di grandi artisti. Si possono vedere gli spot televisivi e le foto scattate per il prestiggioso Calendario Campari. Vi sono tanti bicchieri e bottiglie che nel corso degli anni cambiavano le forme ma non il contenuto. È stato allestito anche un tipico bar Campari risalente agli anni ’50 del Novecento con gli orologi Campari e lampade fatte dalle bottigliette di Campari soda, progettate da Ingo Maurer. Mi ritengo fortunata in quanto un’esemplare decora la mia casa. Tra gli oggetti vari le più interessanti sono le maniglie che una volta facevano parte dei tram milanesi. Infine si può vedere la foto del primissimo distributore automatico di Campari soda che negli anni ’30 stava sulle vie di Milano.

Manifesti, disegni e spot pubblicitari risalgono alle epoche diverse e sono una bellissima testimonianza delle mode del passato: dallo stile liberty e il Futurismo, attraverso il periodo interbellico e quello subito dopo la II Guerra Mondiale, poi anche la Pop Art e molto altro per raggiungere i tempi di oggi. Campari da sempre era un marchio che puntava all’innovazione (dove in Europa nel periodo interbellico si trovavano per strada i distributori automatici delle bibite?) e alla collaborazione con grandi artisti (Fellini, Depero, Testino, Maurer per citare alcuni di loro). Quando aprì la prima linea della metropolitana milanese i manifesti di Campari decorarono ogni singola fermata. Insomma, Campari non è solo un prodotto cult ma un marchio di lusso, un vero „made in Italy”.

Galleria Campari

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Galleria Campari è visitabile dopo la previa prenotazione (telefono: +39 02 62251; email: galleria@campari.com). Tutti i gruppi vengono guidati da un’esperto dipendente dello stabilimento e vi è la possibilità di una visita in lingua straniera.Ingresso è gratuito.

A presto!

Ania

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