Sicilia vista con gli occhi delle siciliane

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La Sicilia raccontata dai siciliani, ecco  l’idea di questo post. A chi chiedere se non alla gente del posto,capace di descrivere al meglio la bellezza, la storia e la cultura, della più grande isola italiana? Mi sono rivolta alle mie amiche archeologhe, che ho conosciuto qualche anno fa durante un workshop in Veneto di descrivere con una frase i posti a loro cari. Ci trasferiamo per un istante sulla costa orientale della regione, proprio perchè le ragazze provengono da Catania e così hanno deciso di parlare della zona nella quale sono cresciute. Un eccezione è Palermo, il capoluogo, che tratteremo in seguito.

CASTELMOLA

Castelmola (provincia di Messina) fa parte dei Borghi più belli d’Italia, cioè di un’associazione che promuove i più bei centri abitati che si distinguono soprattutto per la ricca tradizione culturale e artistica. Dista 5 km da Taormina che la domina e con la quale condivide da sempre la sua esistenza. Ha per esempio svolto il ruolo dell’acropoli ai tempi della colonia greca. Dall’altezza di 529 m s.l.m. si presenta il panorama del Mar Ionio, Giardini-Naxos, lo stretto di Messina, le coste della Calabria, Capo di Sant’Alessio e dell’Etna. La zona è famosa per il vino alle mandorle.

Caffè Turrisi

„Castelmola. Una mattina di sole, l’Etna innevato a portata di sguardo, un bicchiere di vino alle mandorle del Caffè Turrisi: perfezione assoluta.”

Alessandra

CAPPELLA PALATINA DI PALAZZO DEI NORMANNI

Il Palazzo Reale di Palermo venne costruito dai Normanni nel XI sec. sfruttando i resti di un castello anteriore. Dentro si trova la famosissima Cappella Palatina risalente al XII sec. Si caratterizza per la ricca decorazione con mosaici dorati e con delle scene che raffigurano gli Atti degli Apostoli, gli archi tra le navate ispirati alla architettura islamica ma anche la volta a forma di stalattiti che richiamano l’arredamento delle moschee e un portone tipico dello stile normanno.

Palazzo dei Normanni a Palermo

„L’abbagliante opulenza della Cappella Palatina, al primo piano di Palazzo dei Normanni a Palermo: dove la cultura bizantina e quella araba si incontrano.”

Alessandra

NOTO

Noto (provincia di Siracusa) viene anche  chiamata la capitale del barocco, mentre il centro della città fa parte del Patrimonio UNESCO. A partire dal 1980 ogni terza domenica di maggio si svolge la cosiddetta „Infiorata”. Una delle via – via Nicolaci – si ricopre con un tappetto fatto di  petali che compongono gli artisti.

Infiorata di Noto

„Maggio è il mese della primavera, delle tinte accese che la natura ci regala: i fiori. In questo periodo Noto si riempie di meravigliosi tappeti di petali, da ammirare, da fotografare, da gustare assieme a tanti eventi collaterali che insieme danno vita alla manifestazione della „Infiorata di Noto”, ormai da più di 30 anni.”

Alessandra

TEATRO GRECO DI SIRACUSA

Il Teatro fu edificato nel V sec. a.C. e fu ristrutturato dopo il 270 a.C. Senza dubbio appartiene agli edifici più famosi di questo tipo e i partecipanti del Grand Tour Europeo lasciarono numerosi studi, descrizioni e schizzi della struttura. Si trova all’interno del Parco Archeologico Neapolis, quindi nel posto dove è possibile ammirare il famoso Orecchio di Dionisio. Ancora oggi al teatro  si organizzano gli spettacoli, e Siracusa, dal 2005, fa parte del Patrimonio UNESCO.

Teatro greco a Siracusa

„Ascoltare „Casta Diva” e le altre bellissime arie della „Norma” di Bellini in un teatro vivo da circa 2000 anni è uno spettacolo che lascia gli occhi, le orecchie e il cuore pieni di emozioni.”

„Słuchanie „Casta Diva” oraz innych przepięknych arii z opery „Norma” Belliniego w teatrze liczącym ponad 2000 lat jest widowiskiem, które pozostawia oczy, uszy i serce pełne emocji.”

Cetta Idonea

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Se vi interessa l’altra grande isola italiana, leggete il post „Sardegna con occhi di un sardo”.

Ci vediamo su  „Pod Słońcem Italii” (Sotto il Sole italiano), anche su Facebook e su Instagram.

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